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Sulla Georgia >>> Storia

Origine del nome

I georgiani si chiamano Kartvelebi (ქართველები), la loro terra Sakartvelo (საქართველო), e la loro lingua Kartuli (ქართული). Questi nomi derivano da un capo pagano chiamato Kartlos, considerato il padre di tutti i Georgiani. Il nome dato dagli stranieri (Georgia), usato nel mondo intero, è derivato dal persiano (گرجی) Gurji derivato dall'arabo Jurj. Poiché l'ortografia è stata influenzata dal greco è stato derivato georg - (γεωργ), che indica l'agricoltura. Il termine è stato erroneamente supposto derivasse dal nome di San Giorgio (il santo patrono del paese), o da γεωργία (georgía, coltivata). Il mondo antico ha conosciuto gli abitanti della Georgia orientale come Iberiani, dal regno caucasico di Iberia - confondendo così i geografi dell'antichità, che hanno pensato questo nome applicato soltanto agli abitanti della penisola iberica (Spagna, Portogallo, Andorra e Gibilterra). Gurj è l'indicazione persiana per il Georgiano, inoltre dal persiano derivano le parole Gürcü (georgiano) in turco (pronunciato "Gürdjü") e il russo (Грузин) Gruzin.

Il nome del paese in persiano è Gurjestan, in turco Gürcistan e (Грузия) Gruzija in russo. Il nome persiano probabilmente è legato con le parole armene per indicare i georgiani e la Georgia, rispettivamente Vir e Virq (ci sono altri casi in cui una parola persiana che inizia con gu- è derivata da un wi- o da un wa iniziale) così, sia le parole persiane che quelle armene sembrano essere collegate con il nome Iberia, con perdita della iniziale i e la sostituzione della w o della v per la b di iberia. C'è inoltre, in tutta probabilità, un collegamento etimologico fra il nome Iberia e la provincia storica di Imereti denominata Georgia.

La Georgia è tra le nazioni del mondo più colpite dalle invasioni nemiche. Ma paradossalmente fu proprio questo, unitamente alla presenza di alte montagne, che le permise di conservare le propria cultura tradizionale meglio di tante altre nazioni. Al primo allarme degli attacchi, le icone e i preziosi pezzi di arte sparivano nascosti in alta montagna. Tanti villaggi montuosi sopravvissero alle invasioni sfuggendo all’attenzione del nemico. Andato via l’invasore, i tesori ritornavano al loro posto e la vita e la cultura andavano avanti. Così giunsero ai giorni nostri alcuni bellissimi affreschi conservati nelle chiese dei villaggi fuorimano.

La storia documentata della Georgia inizia 3000 anni fa. La recente scoperta dei resti umani a Dmanisi, una piccola località ai piedi del Caucaso minore, testimonia la prima transizione avvenuta 1,8 milioni di anni fa, di esseri umani dall’ Africa verso l’Europa. Su tutto il territorio georgiano sono sparsi numerosi siti archeologici con importanti scoperte che risalgono all’età della pietra.

Il Georgiano è una delle più antiche lingue viventi del mondo con suo unico alfabeto distintivo. Le prime scritte georgiane trovate fino a oggi risalgono al V secolo d.C. I primi esempi di scrittura georgiana sono trovati addirittura in Palestina, nel monastero georgiano di Santa Croce e nel deserto di Bethlem (Bir-ell-Katt). La scritta più antica trovata sul territorio georgiano è l’iscrizione murale nella Basilica di Bolnisi, appena a sud di Tbilisi.

Collocato tra i grandi imperi, il territorio georgiano fu sempre l’obiettivo di invasione per le grandi forze militari. Dal 1° secolo a.C. fino al Settecento i Greci, i Romani, i Persiani, gli Arabi, gli Ottomani, tentarono continuamente di impossessarsi di questa bellissima terra.

Nonostante la storia piena di grandi turbolenze, la Georgia riuscì a trasformarsi in un regno forte e unitario verso il 12° secolo. Il re David Agmashenebeli (1089-1125), il “ricostruttore”, fu il re più importante della Georgia e con lui inizia l’era d’oro per il Paese che raggiunse il suo culmine nel regno della Regina Tamara (1184-1213), anni del rinascimento culturale della Georgia.

Quest’epoca si distingue per le numerose chiese costruite, per uno straordinario sviluppo dell’arte dell’affresco e dell’ornamento. Le chiese riccamente ornate cosparsero tutto il territorio del Paese unificato: tante di esse sono sorte in cima ai monti e alle rocce e rimangono conservate fino ai giorni nostri.

L’ultimo colonizzatore dela Georgia, la Russia, iniziò la sua annessione nel 1801. Così la Georgia trascorse più di 200 anni sotto il dominio dell’impero russo: dapprima come provincia (governatorato) e successivamente, in seguito alla rivoluzione comunista, come una delle repubbliche sovietiche. Nonostante tutto, la Georgia ha sempre mantenuto la propria lingua, religione e cultura. Nel 1991 il Consiglio Supremo della Republica Georgiana dichiarò il paese indipendente dall’URSS. Un anno dopo la Georgia aderì all’ONU come il suo 179° membro.

Nel novembre del 2003 la pacifica “Rivoluzione delle Rose” ha rinvigorito il processo di autodefinizione della nazione. Oggi la Georgia è una Democrazia Presidenziale guidata dal Presidente Mikheil Saakashvili.





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